LIBRI - BOOKS

 

 

ATLANTE TERRAGNI

ARCHITETTURE COSTRUITE

 

ATTILIO TERRAGNI

CON

PAOLO ROSSELLI

DANIEL LIBESKIND

 

editore

Skirà

 

 

Pubblicato in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Terragni, L’Atlante è un testo nuovo e originale che presenta sedici opere costruite dall’architetto comasco tra gli anni 1925 e 1941 con fotografie assolutamente inedite, scritti originali e tavole polemiche dell’architetto sulle ragioni e i temi fondamentali del suo lavoro. Questa edizione permette al lettore per la prima volta di approfondire una conoscenza diretta dei capolavori costruiti da  Terragni e di riconsiderare il significato stesso della sua opera.

 

A partire da un confronto tra immagini originali e fotografie contemporanee l’Atlante è organizzato su  tre indici diversi perché le opere di  Terragni vivono simultaneamente in più mondi e aspirazioni: il primo indice per i testi contemporanei, il secondo per le fotografie e il terzo per i testi originali, relazionando così in un unico documento contemporaneità, simultaneità e documento storico. 

Infine i testi originali. Professionista appassionato Giuseppe Terragni non solo inventò fino ai minimi particolari anche gli arredi degli edifici realizzati ma fu anche pensatore dell’architettura e si preoccupò di pubblicizzare le ragioni del suo modo di progettare come se si aspettasse di vivere l’intero secolo.  I testi originali  presentati sono quasi tutti inediti e descrivono con le parole dell’autore il quadro di riferimento dei suoi progetti. Per Terragni l’architettura fu un mestiere di costruttori per misurarsi, in primo luogo, con i concreti problemi dell’edificare opere collettive nelle quali le istanze della vita privata fossero messe in gioco in quel fascino misterioso della percezione dell’invisibile che l’architettura sa tradurre per noi. Aria luce, scuole e bimbi, officina e lavoro, la casa rurale, e la rivoluzione del vetro sono testi di un programma per il rinnovamento politico e sociale dell’Italia che solo  Terragni, con il suo talento straordinario, seppe tradurre in forme compiute e in spazi della modernità.

 

Con questo indice dalle plurime prospettive L’Atlante  fa emergere alcune questioni che si spera di aver individuato con chiarezza: l’architettura di   Terragni è architettura antiretorica e antiaccademica, fatta di ombre e tagli, passione dell’uomo, rivoluzione dei significati antichi, sguardo sul futuro, proposta per una politica e una società moderna. Progetti e costruzioni, non come fatti storici, ma come nuovissimi racconti all’interno della cultura italiana.

 

Per Terragni non si trattò mai di realizzare opere che fossero semplicemente una pura contrapposizione formale ai valori della città; ciò che ancora oggi si percepisce e rende attuale la sua architettura é quel  ragionamento molto preciso sul rapporto tra il costruire e i destini dell’uomo e della società moderna.

 

 

 

FORMAT

STRATEGY FOR ARCHITECTURE

 

ATTILIO TERRAGNI

 

 

editore

Zabriskie point

 

 

 

 

 

 

 

Molti pensano che l’architettura sia una farfalla, la ricerca della leggerezza, rapida e scattante, colorata e ricca.Non è così; l’architettura assomiglia a un elefante, animale di un’antica nobiltà, a cui al mas- simo si può chiedere di alzare una gamba o di portare un cappellino colorato. La sua eleganza è quella della proboscide che si alza scoprendo le zanne d’avorio, la sua pelle rugosa è piena di insetti, la sua marcia è pesante e .... soprattutto ......... .......bisogna fare molta attenzione a non finirne calpestati!

L’elefante, nobile come l’architettura, è terrestre: sta nella sabbia nel deserto, nella luce della giungla, sulla terra nera e sulla terra rossa. Quando viene catturato per prendere le sue zanne, l’antico corpo rimane senza alcuna forza, completamente abbandonato dalla magica forza della sua dignità. Il segreto dell’elefante e dell’architettura sta in quell’avorio,nella magia delle sue forme curvilinee, nelle lucentezze delle sue colorazioni, perfette e così antiche come se non le avessimo mai viste. 

 

 

TERRAGNI

 

 

In occasione della  mostra monografica sull’opera

di Giuseppe Terragni al Royal Melbourne Istitute of Technology

 

ATTILIO TERRAGNI CON JOHN WARWICKER

 

editore

Zabriskie point 

 

 

La proposta del libro e’  di   esaminare le riflessioni e i pensieri architettonici di GT come continui processi ideativi: nessun progetto   puo’ riconoscersi  come decisivo o risolutivo per la comprensione dell’opera.L’idea di processo e’ infatti un modo di sintetizzare la struttura della vita come un continuo, nel quale rientra il rapporto tra mondo e libro. L’architettura non e’ una espressione della struttura dell’idea come il libro non ne e’ la sua spiegazione. L’architettura non e’ un oggetto che attraverso la stabilita’ della sua struttura    permette la sua continua leggibilita’ nel tempo ma e’ un continuo flusso di manufatti, di prodotti personali e collaborativi collocati in uno spazio, che non e’ lo spazio ideale della loro originaria costruzione, ma sono gli spazi del presente e del futuro. La forma del libro e la natura astratta dei saggi riflette questo stato di processualita’.   Immagini e testi sono combinati in un  modo piu’ poetico di quello normalmente associato con monografie di architettura. Questa apertura ai processi  di trasformazione visiva  significa anche che pensiero, testi e immagini rimangono contemporanei sia individualmente, al visitatore/lettore del libro, sia   piu’ in generale  alle riflessioni sull’ architettura.  Come nell’architettura nel libro esiste una grigliatura ordinatrice. Come nell’architettura nel libro la griglia e’ presente ma mai statica. Ogni pagina e’   costruita posizionando immagini e testi secondo una grigliatura derivata dalla sovrapposizione di forme rettangolari chiuse in dissolvenza tra loro. 

 

GIUSEPPE TERRAGNI

OPERA COMPLETA

 

A CURA DI GIORGIO CIUCCI

 

 

In occasione della  mostra monografica sull’opera

di Giuseppe Terragni alla Triennale di Milano

 

 

 

editore

Electa

 

 

I testi per il catalogo dela mostra alla Triennale di Milano presentano i risultati della ricerca svolta per   ricostruire gli   avvenimenti   che portarono tra il 1936 e il 1940 Giuseppe Terragni a ideare una serie di progetti per il centro storico di Como. Progetti importantissimi nell’ambito della cultura italiana perchè furono la prima espressione dell'incontro-scontro tra le forme e i tracciati dell'antichita' e le ambizioni  della modernita'.

 

Nei progetti per il centro di Como “ trovavano eco alcune questioni,  sollevate nei progetti romani, legate alla ricerca di un origine che fosse  principio, nel senso pieno del termine, sul quale fondare l'idea di citta' e di nazione; e quindi alla preservazione della memoria, di una memoria antica. La modernita' doveva consentire di far emergere dall'oblio  e rivitalizzare il passato e di dare una risposta alle questioni: come rendere necessario uno stretto riferimento alle proprie origini? Come riconoscersi anche in forme  di culture che erano estranee alle tradizioni italiane?   Quale stile nazionale da affiancare all'antico, che definisse le forme di un moderno stato ben radicato nella sua cultura e tradizione? 

Indicando la coerenza del principio dell'architettura come  realizzazione  suprema dei valori etici di una  citta', Terragni propose di indagare questi temi  con l'accostare architetture nuove alle antiche, con l'individuazione della citta' moderna  in   progetti che sceglievano il tema  della  "grande separazione"  come luogo dove indagare e ricercare le ambizioni della modernita'.” (estratto dal testo per il progetto Cortesella)

 

 

 

 

 

DANIEL LIBESKIND

 

OLTRE I MURI

 

 

 

ATTILIO TERRAGNI

 

 

editore

Testo e Immagine

 

Alla  XVII Triennale di Milano del 1985 l’architetto americano Daniel Libeskind presenta un progetto sulla  pianificazione e la razionalizzazione degli ambienti domestici nella nostra società a partire dall’ottocento. 

All’inaugurazione gli spettatori italiani, osservando la sua installazione, si ritrovano spaesati e impreparati di fronte a House without walls , una casa senza muri, nella quale Libeskind trasforma lo spazio domestico in un assemblaggio di linee irregolari e vuote al loro interno.

Scopo di questo libro è  presentare quelle ricerche di Libeskind sulla linea in architettura, ancor oggi poco note, e le loro applicazioni nei   progetti degli anni 90. Le linee di Libeskind non sono infatti insiemi caotici, esperimenti di decostruzione della realtà, ma esprimono la speranza di nuovi ordini coerenti, di (differenti) differenze tra le cose. Sono linee sulle ragioni dell’esistenza umana, tracciate per consentire di “ problematizzare ciò che si è, ciò che si fa e il modo in cui si vive”.

“Il problema – scrive Libeskind - è quello della creazione dell’ordine e il riconoscimento dell’ordine è legato alla visione etico-morale della società. Lo spazio è così il sogno di una morale tracciata dalla civica obbedienza.”

 Come in altri campi del sapere si tratta di un’esplorazione nei luoghi poco agevoli dove avvengono sempre le accelerazioni di pensatori originali.  Deleuze li descrive molto chiaramente come  “buchi dove si fa movimento”,  cioè   come  spazi infinitesimali, non misurabili, inaccessibili fisicamente; spazi le cui uniche vie d’ingresso passano per l’immaginazione.

 

 

 

 

CITTA' IN GARA

 

 

ATTILIO TERRAGNI

 

 

editore

Centro studi luigi Einaudi

Clup Milano

 

 

 

Città in gara è uno studio per Como città europea.

Nelle small cities europee i cambiamenti economici, tecnologici e della comunicazione hanno modificato radicalmente il senso di appartenenza al territorio spesso con rapidi criteri di sostituzione fisica del tessuto urbano. Small cities come Bregenz in Austria, Aix en Provence in Francia, Lucerna in Svizzera, ad esempio, hanno potuto introdurre i temi della contemporaneità senza rinunciare al proprio passato, hanno sostituito e integrato, hanno consentito all’arte e alla città di costruire piani culturali e di sviluppo compatibile e durabile.

La ricerca parte da una rappresentazione dell’Europa delle small cities che mette in evidenza le aree a maggiore densità del continente. Aree omogenee con cui ogni small cities  dovrebbe relazionarsi e con le quali dovrebbe utilizare le tecniche di contatto e di comunicazione elencate al testo.

Il confronto di una città come Como, presa ad esempio di una small city italiana, con le condizioni europee conduce alle riflessione conclusive. Le small cities italiane hanno un paesaggio straordinario, ancora unico in Europa e riconosciuto in tutto il mondo ma il loro profilo e il loro capitale umano sono, nella società della comunicazione, fortemente danneggiate dalla carenza di iniziative in questo settore e dall'abbandono in cui é stato lasciato il loro paesaggio architettonico e culturale.

 

PRIMORDIALE

MEDITAZIONE TRA STORIA E RAGIONE

 

 

ATTILIO TERRAGNI

 

 

editore

Zabriskie point

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il testo cerca di ricostruire qualche tratto fondamentale dell’architettura razionale italiana, con l’analisi di tre documenti: l’autoritratto di Giuseppe Terragni del 1929, il numero monografico di Valori Primordiali di Franco Ciliberti e il numero monografico sulla Casa del Fascio di Como della rivista Quadrante.

In questi documenti vi è l’idea di storia e di ragione come sfondo spirituale dell’architettura, come dimensione rivoluzionaria dell’esistere di ogni civiltà, come modo di rapportarsi dell’uomo al mondo con un’esaltante possibilità di vita moderna.In questa prospettiva l’architettura razionale si pone quindi in continuità, e non in rottura, con l’architettura storica, la quale è attiva compartecipazione alle tensioni verso il nuovo.La storia e la ragione spirituale dell’uomo e la storia e la ragione empirica dei monumenti sono le forze fondamentali in cui l’architettura diventa architettura della realtà e della ragione.

 

 

 

TERRAGNI A ROMA

 

 

FLAVIO MANGIONE

LUCA RIBICHINI

ATTILIO TERRAGNI

 

 

editore

Prospettive

 

 

 

 

 

 

“Le fiabe e i miti hanno sempre un effetto più forte dell’oggettività e quando un’epoca guarda indietro con un sorriso alle fiabe delle epoche precedenti e si vanta della sua pura oggettività, allora ha già elevato a fiaba proprio questa sua oggettività.”

 

Inaugurata il 29 maggio 2015, “Giuseppe Terragni a Roma” è una mostra che approfondisce, attraverso i progetti realizzati per la città di Roma, la complessità dell’opera dell’architetto comasco, indiscusso protagonista dell’avanguardia architettonica italiana. Per ogni progetto esposto, sono stati realizzati modelli digitali e video, ricavati dai grafici originali e foto d’epoca dei plastici di concorso, che insieme a piante, prospetti, sezioni, prospettive, permettono di comprenderne spazialità interna, inserimento foto-realistico nel contesto urbano, scelte compositive e materiche dell’epoca.

La pubblicazione Terragni  a Roma  il catalogo della mostra nel quale sono analizzati 11 progetti, alcuni inediti.

 

 

 

 

DANIEL LIBESKIND

 

 

ATTILIO TERRAGNI

 

 

editore

Sole 24 ore

 

 

 

 

 

 

 

Tra i molti meriti di Daniel Libeskind c’è quello di aver offerto un personalissimo percorso per comprendere il significato dell’architettura, vista come occasione irripetibile per costruire la vita sociale.

Ciò che fa epoca è la sua dichiarazione che “l’architettura è un linguaggio”, e che proprio come “la grande letteratura o la grande musica, può raccontare la storia dell’animo umano”. Con ciò, Daniel Libeskind intende dire che l’architettura deve sbarazzarsi di molti pregiudizi estetici, per tornare a essere il linguaggio della creatività e della conoscenza, l’espressione di

un nuovo umanesimo, dove l’architettura non è scialba espressione di rivoluzioni tecnologiche o di acrobazie individuali, ma è un oggetto animato, che “vive e respira, ha un dentro e un fuori, un corpo e un’anima come l’essere umano”.
E come un essere vivente, l’architettura, con la sua saggezza geometrica, con le sue proporzioni e i suoi ritmi, nasce, cresce e va molto lontano, cambiando per sempre il modo in cui le persone vedono il mondo. Diventa un magnifico esempio, per tutti, di creatività che trasforma le condizioni storiche, quelle pratiche e teoriche in forme e spazi responsabili della vita collettiva.

 

 

 

GIUSEPPE TERRAGNI

 

 

 

 

editore

Corriere della sera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Terragni è stato in grado di fornire un patrimonio di idee e di opere che ha permesso all’architettura italiana di proseguire le conquiste del Movimento Moderno. Con le sue opere emerge la volontà di mediare la tradizione  con la logica strutturale del cemento armato. Una via complessa in risposta al puro Funzionalismo (dove la forma e l’estetica dell’edificio sono subordinate ai suoi caratteri tecnici e pratici), un’alchimia che fonde il linguaggio depurato di stampo razionalista e la tradizione urbana italiana.

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