ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

DIA – DESSAU INSTITUTE FOR ARCHITECTURE

 

TITOLO \ TITLE            

DOPO LA GEOMETRIA VIENE LA LIBERTA

AFTER GEOMETRY COMES FREEDOM

 

ANNO \ YEAR              

DICEMBRE \ DECEMBER 2014

 

 

ABSTRACT

 

La parola inglese “after” , in questa frase, può avere due significati: se si traduce “dopo”, si legge: dopo la geometria viene la libertà, oppure, se si traduce “oltre”, si legge: oltre la geometria c’è la libertà. Quest’ambiguità ( sempre presente o assente in ogni traduzione da un linguaggio all’altro, da un’epoca ad un’altra, da una persona all’altra, - tema delle parole ricevute da altri-) ha  un’importanza decisiva nell’era dell’informatica: in altri termini si deve analizzare se con l’utilizzo del computer e delle sue possibilità geometriche si stia già manifestando da tempo un cambiamento qualitativo.

Di solito sosteniamo questa proposizione, molto contraddittoria; “ Sappiamo ciò che sta accadendo.” Questo sapere nega in principio ogni possibilità di ciò che si pretende di conoscere; postula che non possa succedere nient’altro di quello che già pensiamo, nient’altro di quello che la tecnologia della comunicazione ci offre come orizzonte della nostra esistenza.

L’“after geometry” è invece un’evoluzione profonda che prende sul serio il linguaggio (geometria) e il tema della sua rappresentazione (libertà). Invece di comunicare c’è bisogno di linguaggio. Il mio lavoro come architetto e artista si è costruito con quest’aspirazione della presa della parola.

 

The English word "after" in this sentence can have two meanings: if you translate "after" it said: After the geometry is freedom, or, if you translate "well", reads: beyond geometry is freedom. This ambiguity (always present or absent in any translation from one language to another, from one era to another, from one person to another, - the theme of the words received from otherwise) is of decisive importance in the information age: in other words, you should evaluate whether the use of computers and of its geometric possibilities are already taking a qualitative change. Usually we support this proposition, very contradictory; "We know what is happening." This knowledge denies in principle any possibility of what we claim to know; postulates that can happen no more than what we already know, nothing more than what the communication technology offers us as a horizon of our existence. The "after geometry" is in fact a profound evolution that takes seriously the language (geometry) and the issue of its representation (freedom). Instead of communicating there is a strong need of language. My work as an architect and artist has constructed this aspiration of the capture of speech.

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

ORDINE ARCHITETTI COMO – CASA DEL FASCIO

 

TITOLO \ TITLE            

OGNI COSA E’ CONTEMPORANEE

EVERYTHING IS CONTEMPORARY

 

ANNO \ YEAR              

GIUGNO\ JUNE 1999

 

 

ABSTRACT

 

Immagine e Storia: mostrare un’opera che è fatta d’immagini e, in particolare, un’opera storica. Il significato che attribuiamo a queste due parole determina una situazione nella quale si realizza l’avvenimento, l’accadere di qualcosa. Questo accadere è molteplice, cioè non è quasi mai un accadere lineare, conseguenziale. Immagine e storia sono termini molto impegnativi ed è più opportuno scegliere tattiche, visive e narrative, che permettano di conservare l’incompiutezza di questo rapporto. L’autore non è colui al quale è delegata l’unitarietà del discorso, ma chi deve predisporre spazi della riproducibilità di molteplici discorsi.

 

Image and History: show work that is made of images and, in particular, a historical work. The meaning we attach to these two words results in a situation in which the event occurs, the occurrence of something. This happen is manifold, that is almost never a linear happen, consequential. Image and History are very demanding terms and is more appropriate to choose tactics, visual and narrative, making it possible to preserve the incompleteness of this report. The author is not one to whom is delegated the unity of speech, but who has to prepare space reproducibility of multiple discourses.

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

POLITECNICO DI MILANO

 

TITOLO \ TITLE            

LA FORMA E’ SEMPRE UN OGGETTO PLASMATO DA FORZE

FORM IS ALWAYS AN OBJECT SHAPED BY FORCES

 

ANNO \ YEAR              

NOVEMBRE\ NOVEMBER 2009

 

 

ABSTRACT

 

L’incorporazione di un pensiero in un oggetto, di qualsiasi tipo e di qualsiasi epoca, scava una differenza o un vuoto dentro il significato dell’oggetto; ogni oggetto prodotto dall’uomo è irriducibile alla sua presenza come oggetto perché il pensiero scava una differenza nella sua materia.

Questo significa che in ogni oggetto prodotto da un uomo, c’è forza al suo interno e che questa forza introdotto nell’oggetto fa in modo che l’oggetto stesso non sia più riconducibile solo alla sua apparenza fisica, alla sua esse semplice oggetto materiale.

Il pensiero dell’uomo mette una forza all’interno dell’oggetto, in modo che l’oggetto stesso non sia più solamente se stesso, riconducibile esattamente alle sue dimensioni fisiche, alle sue relazioni materiali, ma rimanga sospeso e oscillante per la differenza che l’uomo vi ha introdotto, come quantità non misurabile, quantificabile.

 

The incorporation of a thought in a subject, of any type and of any age, digs a difference or a void within the meaning of the object; every man-made object is irreducible to its presence as an object for thought digs a difference in his subject. This means that in each object produced by a man, there is no force to its inside and that this force is introduced in the object so that the object itself is no longer due only to its physical appearance, to its they mere material object . The thought of man puts a force within the object, so that the object itself is no longer only himself, exactly due to its physical dimensions, its material relationships, but is suspended and swinging for the difference that man introduced there, as quantities not measurable, quantifiable.

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

DIA – DESSAU INSTITUTE FOR ARCHITECTURE

 

TITOLO \ TITLE            

L’ARCHITETTURA E’ IL LINGUAGGIO DEL TEMPO

ARCHITECTURE IS THE LANGUAGE OF TIME

 

ANNO \ YEAR              

DICEMBRE \ DECEMBER 2013

 

 

 

ABSTRACT

 

Si sa, troppo spesso vogliamo comprendere ogni cosa, ma l’architettura è un linguaggio che non è fatto di parole, non è un’esperienza che si possa (de)scrivere con le lettere. L’architettura è un linguaggio disegnato, stratificato e trasformato in costruito, che opera con proporzioni, materiali, luce. Non si tratta mai solo di una facciata, ma di qualcosa immerso nella vita e nella storia di una città.  Con l’epoca digitale siamo stati abituati alla propaganda del formalismo. Tuttavia io non ci credo. Non c’è motivo perché l’architettura debba evitare la complessità e presentarci il mondo illusorio del semplice. Le vite sono sempre state complesse, le emozioni sono sempre state complesse, i desideri intellettuali sono sempre stati complessi. Lo spazio complesso è, al tempo stesso, qualcosa che è sempre esistito e qualcosa di completamente nuovo.  Oggi la complessità disegna il volto della democrazia, che preserva le differenze, allarga la partecipazione, conosce i cittadini, che ci invita a credere nella democrazia; a partecipare, comunicarla, costruirla.

 

You know, too often we want to understand everything, but architecture is not a language that is not made of words, it is not an experience that can be write with letters. Architecture is a language designed, layered, constructed and transformed into the real with proportions, materials, light. It is never just a facade, but something immersed in the life and history of a city. With the digital age, we have been accustomed to the propaganda of formalism. However, I do not believe it. There is no reason why architecture should avoid the complexity and introduce an illusory world of the simple. The lives have always been complex, emotions have always been complex, intellectuals desires have always been complex. The complexity of space it is, at the same time, something that has always existed and something completely new. Today the complexity paints the face of democracy, which preserves the differences, broadens participation, knows the citizens, and invites us to believe in democracy, to participate, to communicate and to build it.

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

ORVIETO – KANSAS UNIVERSITY

 

TITOLO \ TITLE                        

LA MIA STRADA - Non c’è dubbio che questa è la mia casa, qui dentro avvengo.

MY WAY - No doubt this is my home, here I become.

 

 

ANNO \ YEAR              

SETTEMBRE \ SEPTEMBER 2015

 

 

ABSTRACT

 

All’inizio c’è sempre un’esplosione. Le linee saltano per aria. E´ l’eccesso di linee per allontanarsi dall’origine, alla ricerca di quel momento iniziale di nascita e rinascita, e come nella scrittura noi ci allontaniamo dalla nostra origine con livelli di astrazione che, come scrive Jacques Derrida, saranno allo stesso tempo il nostro rimedio e il nostro pharmakon.

La linea ha un suo sapere vivo tra pensare e non pensare, è come un organismo vivente con una testa, un corpo, braccia e gambe. Ci permette di costruire le nostre macchine imprevedibili per realizzare architetture come spazio irrappresentabile nel disegno.

 

At the beginning, there is always an explosion. The lines jump in the air. It became the excess lines to get away from the origin, looking for that initial moment of birth and rebirth, and as in writing, we get away from our origin with layers of abstraction that, as Jacques Derrida writes, will be at the same time our remedy and our pharmakon.

The line has a living knowledge between thinking and not thinking, it is like a living organism with a head, body, arms and legs. It allows us to build our machines to make unpredictable architectures as unpresentable space in the drawing.

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

ORDINE ARCHITETTI DI LUCCA

 

TITOLO \ TITLE            

LA MEMORIA DELLA CITTA’ DEL XXI SECOLO.

THE MEMORY OF THE CITY OF XXI CENTURY.

                 

ANNO \ YEAR              

APRILE \ APRIL  2014

 

 

 

ABSTRACT

 

Siamo ancora in grado di immaginare la città? Siamo ancora coinvolti nel pathos della città? Siamo ancora convinti della messa a reddito dell’architettura? Sentiamo ancora il morso della preda? L’ineluttabilità del tempo? Siamo coscienti di non voler lasciare il nostro tempo come una casa abbandonata? Siamo ancora connessi con la storia e orientati al futuro?

 

Are we still able to imagine the city? Are we still involved in the pathos of the city? Are we still convinced of making architecture income? Are we still feel the bite of the prey? The inevitability of time? Are we conscious of not wanting to leave our time as an abandoned house? Are we are still connected with the history and future-oriented?

 

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

CENTRO WILLI BRANDT

 

TITOLO \ TITLE            

SETTE AZIONI PACIFISTE PER IL NOSTRO TEMPO.

SEVEN PACIFIC ACTIONS FOR OUR TIME.

                 

ANNO \ YEAR              

APRILE \ APRIL  2014

 

 

ABSTRACT

 

Ogni nazione ha i suoi tesori. La morfologia della terra li ha distribuiti in ogni parte. L’Italia ha come suo tesoro la città. Questo sostantivo femminile per cui in tutto il mondo è famosa, amata e ricercata.

La sua cassaforte. Riempita per centinaia di anni dai nostri avi. Basti pensare a Piazza San Marco a Venezia. Quanto ancora ci rende questo incredibile investimento dei veneziani? Ma cosa è una città italiana? E perché è così famosa? Perché nessuno ha quello che noi consideriamo come una naturale estensione della nostra persona? Cosa c’è dentro la cassaforte?

 

Every nation has its treasures. The morphology of the land have distributed them all over. Italy has as her treasure the city. This feminine noun that is famous all over the world, loved and sought after. Her safe. Filled for hundreds of years by our ancestors. Just think of the Piazza San Marco in Venice. How much does makes this incredible investment of Venetians? However, what is an Italian city? In addition, why is it so popular? Because no one has what we consider as a natural extension of our person? What is in the save?

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

BIBLIOTECA DI BELLAGIO

 

TITOLO \ TITLE            

RAPIDE VISIONI, TEMPO FUGGEVOLE.

FAST VISIONS, FLEETING TIME.

                  

ANNO \ YEAR              

31 OTTOBRE \ OCTOBER 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

ABSTRACT

 

La sua morfologia forte, sacrale, smisurata. Osserviamo la vergine delle rocce di Leonardo che percorse tutte queste zone, fino alla sorgente dell’Adda: non sono quelle trasfigurazioni del nostro paesaggio roccioso, non riconosciamo la sonorità delle nostre rocce. Non ho ancora scoperto dove, ma questo volto della roccia mi fa sentire la bellezza disarmonica di alcuni rocce scoscese sul lago. E queste rocce, queste pietre le si ritrova nelle costruzioni comacini. Ma costruite come bassorilievi inquieti come la superficie dell’acqua, nella stratificazione delle superfici murarie che si sfogliano nei diversi piani che guardano verso il futuro mai quiete.

 

Its strong morphology, sacral, immeasurable. Observe the virgin of the rocks that Leonardo traveled all these areas, until the source of the Adda: are not those transformations of our rocky landscape, we do not recognize the sound of our rocks. I have not yet discovered where, but this rock face makes me feel the beauty of some disharmonious steep rocks on the lake. In addition, these rocks, these stones are to be founded in the Comacini buildings. Nevertheless, built as restless as reliefs the water surface, in the stratification of the wall surfaces that you browse the various plans that look to the future never quiet.

 

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

POLITECNICO DI MILANO

 

TITOLO \ TITLE            

QUARDANDO OLTRE LE SPALLE.

LOOKING BEYOND SHOULDERS.

                  

ANNO \ YEAR              

MAGGIO \ MAY  2014

 

 

 

ABSTRACT

 

Un uomo si guarda allo specchio e si vede di spalle. Annulla l’effetto di verità dello specchio, l’illusione che si possa dipingere un autoritratto appoggiandosi a uno specchio.

Lo specchio non è più un alleato di cui fidarsi. Il mondo non è come noi lo vediamo: se ci illudiamo di vederlo riflesso nello specchio ci volterà le spalle.

 

A man looks in the mirror and you see the shoulders. Cancel the effect of the mirror truth, the illusion that we can paint a self-portrait leaning on a mirror. The mirror is no longer an ally to trust. The world is not as we see, it is an illusion to see it reflected in the mirror, and if we believe in it, it will turn its backs to us.

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

DIA – DESSAU INSTITUTE FOR ARCHITECTURE

 

TITOLO \ TITLE            

LA RICERCA DEI METODI DI PROGETTAZIONE

DESIGN METHODS RESEARCH

                 

ANNO \ YEAR              

SETTEMBRE \ SEPTEMBER  2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABSTRACT

 

Il pianista non ha bisogno di cercare i tasti da premere, perché è la sensibilità musicale a farli trovare a lui sotto le dita: il guidatore non ha bisogno di cercare il freno e l'acceleratore, perché sono le caratteristiche della strada percorsa dal suo sguardo a modulare il movimento delle mani e piedi. Il pianista e l'automobilista non operano nello spazio oggettivo di Le Corbusier o Mies, ma nello spazio espressivo creato rispettivamente da musica e velocità.

 

The pianist does not need to look for the keys to be pressed, because ‘the musical  sensibility  do find them to him under the fingers: the’ driver does not need to look for the brake and the accelerator because ‘the characteristics of the road traveled by his gaze modulate the movement of his hands and his feet. The pianist and the motorist not operate in the objective space of Le Corbusier or Mies, but in the expressive space created respectively by music and speed .

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

FACOLTA’ ARCHITETTURA FIRENZE

 

TITOLO \ TITLE            

OLTRE I MURI – IL MUSEO A BERLINO

BEYOND THE WALLS: THE BERLIN MUSEUM

                 

ANNO \ YEAR              

SETTEMBRE \ SEPTEMBER  2003

 

 

ABSTRACT

 

L’indicibile è irrimediabilmente dentro l’architettura stessa, dentro la sua costruzione logica e non è più una condizione di estraneità al pieno, come, per esempio, il vuoto tra un edificio e un altro. E’ uno spazio essenzialmente vuoto messo al centro della costruzione, in grado di mettere in discussione lo statuto dell’architettura tradizionale e il cui primo esempio si trova nel Monumento ai caduti di Como di Giuseppe Terragni.

 

 

The inexpressible is irretrievably inside the architecture itself, in its construction and logic and is no longer a condition of strangeness to the full, as, for example, the void between a building and another. It is an essentially empty space put at the center of the building, capable of challenging the traditional status of architecture and whose first example is found in the War Memorial Como by Giuseppe Terragni.

 

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

VARIE

 

TITOLO \ TITLE            

ARCHITETTURA AFTER GEOMETRY

ARCHITECTURE AFTER GEOMETRY

                 

ANNO \ YEAR              

2005-2009- 2012-2015

 

 

 

ABSTRACT

 

La forma è un sapere dell’emergere di una certa stabilità strutturale plasmata da forze all’interno di processi dinamici permanenti. Aperto o chiuso, ottimismo o pessimismo, radicale o conservazione, democrazia o autoritarismo, antico o nuovo, scultura o estrusione, dinamico o statico, inaspettato o abituale, arcipelaghi o grigliature, personale o standardizzato, espressivo o neutrale, politico o qualunquista, suono o silenzio: tutte queste alternative fanno da narrazioni astratte alle opere a cui lo studio ha partecipato nella sua ventennale attività. Un percorso di progetti che va dal Museo di Berlino, Federation Square e City life, alla sala convegni SpazioComo, nel quale il vuoto inaccessibile diventa il luogo generatore del linguaggio dell’architettura.

 

 

The form is a knowledge of the emergence of a certain structural stability molded by forces within the permanent dynamic processes. Open or closed, optimism or pessimism, radical or conservation, democracy or authoritarianism, old or new, sculpture or extrusion, dynamic or static, unexpected or usual, archipelagos or grilling, personal or standardized, or neutral expression, political or indifferent, sound or silence: all these alternatives are the abstract narratives to works in which the study took part in its twenty years of activity. A journey of projects ranging from the Berlin Museum, Federation Square, and City Life, SpazioComo the conference room, where the inaccessible void becomes the generator instead of the language of architecture.

 

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION     

COLLEGIO DEGLI ARCHITETTI DI BARCELLONA-

DIA DESSAU

 

 

TITOLO \ TITLE            

AVATARCH – LOOKING FOR GT                                                     AVATARCH – LOOKING FOR GT   

 

 

ANNO \ YEAR              

MAGGIO \ MAY  1999-2000

 

 

ABSTRACT

 

L’autore vuole portarci da qualche altra parte: non vuole fare presa su di noi con personaggi, storielle e paesaggi che non richiedano un nostro impegno, un nostro sforzo. Ci chiedono addirittura di ingaggiare una battaglia con noi stessi e con la storia che ci vuole narrare. D’altra parte si tratta proprio di una rappresentazione di guerra, una sfida e forse, invece di guardare con occhi romantici, si è proprio chiamati a combattere per comprendere il dipinto, a immedesimarci nell’ignoto e nella durezza di ciò che ci sta di fronte, anche noi come soldati in guerra. La visione distaccata (in latino “abstractus” significa distacco) è solo un piccolo inizio e se accettiamo per un attimo di essere anche noi parte di un momento decisivo del mondo, in quei momenti in cui la tensione arriva alle stelle,  ecco che si apre un piccolo spiraglio tra noi e la scena, tra noi e quel senso di intrappolamento nella solitudine che ci distacca dal mondo e che sembra di importanza fondamentale per i personaggi di questa storia. Riusciremo a tenere distaccato lo sguardo e a guardare dritto su ciò che è importante, i distacchi e i conflitti che vorremmo sempre negare?

 

The author wants to take us somewhere else, he does not want to hold on us with characters, stories and landscapes that do not require our commitment, our effort. They even want to wage a battle with ourselves and with the story that we want to tell. On the other hand it is just a representation of war, a challenge and maybe instead of watching with romantic eyes, it is just called to fight in order to understand the painting, to put ourselves into the unknown and the harshness of what we have all of front, we too, like soldiers at war. The detached view (in Latin "abstractus" means detachment) is just a small beginning, and if we accept for a moment that we too can be part of a decisive moment in the world, in those moments when the tension reaches to the stars, here opens a small chink between us and the scene, between us and the sense of entrapment in the solitude that separates us from the world and that seems crucial for the characters of this story. Will we keep aloof gaze and look straight on what is important, the gaps and conflicts that we would always be denied?

 

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION     

CENTRO PALLADIO VICENZA

 

TITOLO \ TITLE            

PER UNA CRONACA ESATTA

FOR AN EXACT CHRONICLE  

 

 

ANNO \ YEAR              

MAGGIO \ MAY  1994

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABSTRACT

 

Questo intervento propone una precisa cronologia degli avvenimenti che portarono Giuseppe Terragni a studiare numerose proposte per la città storica di Como. E' sembrato necessario iniziare a ricercare una cronaca più esatta perché una certa approssimazione delle date sui progetti di Terragni tra il 1934 e il 1941 ha spesso portato a interpretare la sua opera in situazioni diverse da quello ben preciso di opportunità specifiche di lavoro.

Ma non solo. Il fatto di essere prossimi alla seconda guerra mondiale ha suggerito agli studiosi di datare progetti di difficile interpretazione verso gli anni 40, così che la loro presunta incompiutezza rimanesse, in qualche modo, legata e derivata dal famoso precipitare degli eventi.

E' parso invece necessario ristabilire l'importanza dei progetti ideati per Como da Terragni nella seconda metà degli anni 30, perché, sebbene incompiuti nella forma documentaria, sono pienamente conclusi nella loro architettura a scala urbana e di importanza decisiva per l’opera di ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale.

 

This paper proposes a precise chronology of the events that led Giuseppe Terragni to study numerous proposals for the historic city of Como. It seemed necessary to begin to look for a more accurate record because a certain approximation of the dates on Terragni projects between 1934 and 1941 has often led to interpret his work in situations other than well-defined specific job opportunities. But not only. Being next to the Second World War has suggested to scholars to date diffucult  projects in the years around 1940. It seemed rather central  to re-establish the importance of projects designed for Como by Terragni in the second half of the 30s, because, although unfinished in documentary form, they are fully concluded in their urban scale architecture with an enormous impact on the architectural strategy for the works of reconstruction after World War II

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION     

HOCHSCHULE FUR ARCHITECKTUR

UND BAUWESEN WEIMAR

 

TITOLO \ TITLE            

DOPPIO GIOCO

DOUBLE PALY

 

ANNO \ YEAR              

MAGGIO \ MAY  1993

 

 

 

 

ABSTRACT

 

Omero descrive le vicende di una famiglia greca, dove il doppio gioco ha un ruolo essenziale per la sete di conoscenze degli uomini e per la sopravvivenza delle donne nella vita politica e sociale della propria città. Si può pensare all’architettura come a un cavallo di Ulisse o come a un’arte del telaio su cui lavora Penelope?

Doppio gioco; il cavallo che inganna i nemici, l’arte della tessitura affronta l’arroganza del potere principesco, l’ossessione degli uomini per il potere; potrebbe essere questa una metafora dell’architetto nelle epoche dittatoriali?

Se l’architettura di epoche a forte espressione politica, come quella di regimi dittatoriali è considerata principalmente come un’incarnazione diretta dei principi della politica nell’arte, è necessario verificare se le idee architettoniche vengono prima dell’azione politica o vengono dopo. Scopro la politica attraverso l’architettura o l’architettura attraverso la politica?

 

Homer describes the story of a Greek family, where the double play has an essential role in the thirst for knowledge of men, and for the survival of women in political and social life of their city. You can think of architecture as a Ulysses horse or as an art of the frame on which works Penelope? Double play; the horse who deceives the enemy, the art of weaving confronts the arrogance of the princely power, the obsession of men for power; could this be a metaphor of the architect in dictatorial eras? If the architecture of eras with strong political expression, like that of dictatorial regimes is mainly considered as a direct incarnation of the principles in the art of politics, it is necessary to check whether the architectural ideas get political action or are after. I discovered politics through architecture or architecture through politics?

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

BOLZANO – OFFICINE  

 

TITOLO \ TITLE            

FEDE, MEMORIA E RAGIONE

FAITH, MEMORY AND REASON

 

ANNO \ YEAR              

SETTEMBRE \ SEPTEMBER 2015

 

 

 

 

ABSTRACT

 

Il sentiero dell’architettura moderna italiana, tracciato con grande fatica da quest’uomo solo, non si è mai trasformato in una strada, ma in una linea appena tratteggiata, come in un disegno sbiadito dal sogno di una matita.

Farlo significava ripassare là dove “il segno è la rappresentazione di una totalità vivente” ( Holderlin – scritti di estetica), significava avere uomini in grado di incamminarsi su uno stretto sentiero, ripassando la strada, rendendola più agevole; non con una asfaltatura analitica e scientifica, ma continuando a camminarci sopra e di lato, per compattare la neve come traccia nella natura sovrannaturale della neve stessa, bianca, fragile della sua figura spazzata continuamente dai venti, sempre sul punto di dissolversi, mantenerla in una condizione intermedia tra essere e non essere, sempre disposta ad andare verso il nulla, che è ciò che permette la produzione del nuovo.

Il modernismo ha asfaltato questo fragile sentiero che noi stasera tentiamo di ripercorre insieme per partecipare a un evento nel quale sono narrate, attraverso la concretezza del lavoro Ragione, Memoria e Fede nel nostro mondo della Modernità’, oggi più utili che mai, in questo tempo terribile di confusione e di contrapposizioni assurde, che ha un disperato bisogno di ultra mondi avvolgenti e di geometrie oniriche, nelle parole di Platone.

 

The Italian modern architecture path traced with great effort by this man only, has never turned into a road, but in just a dotted line, as in a faded design on a pencil dream. 

Doing it meant reviewing where "the sign is the representation of a living totality" (Hölderlin - writings of aesthetics), meant to have men able to set out on a narrow path, going over the road, making it easier; not with an analytical and scientific asphalting, but continuing to walk over and to the side, to compact the snow nature of the same snow, white, delicate sweep of her figure constantly hurt by the winds, always on the verge of dissolving, keep it in an intermediate state between being and not being, always ready to go to nowhere, which is what allows the production of the new.

Modernism has paved the fragile path that us tonight we attempt to retrace together to participate in an event in which are narrated, through Labor, Reason, Memory and faith in our world of Modernity', more useful than ever, in this time terrible confusion and absurd juxtapositions, which is in desperate need of ultra enveloping worlds of dream-like geometries, in the words of Plato.

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

UNIVERSITA´ DI ARCHITETTURA DI LIPSIA   

 

TITOLO \ TITLE            

UNA MODERNITA´ DIVERSA DA TUTTE LE ALTRE

A MODERNITY DIFFERENT FROM ALL THE OTHERS

 

ANNO \ YEAR              

12 OTTOBRE \ 12 OCTOBER 2015

 

 

 

 

 

 

 

ABSTRACT

 

Ho cercato l’architettura come si cerca una canzone, un film, una trasmissione televisiva. E nell’esplorare questa forma d’identità, ho, a poco a poco, scoperto che le opere di oggi sono più efficienti, connesse, hanno il parcheggio, spesso belle vetrate, cucine areate, ma…. ma non hanno nessuna cura dell’essere che ci abita, non gli appartengono. Perché? Perché ciò che è stato segnato, fissato e misurato, nella rivoluzione dell’architettura moderna è decaduto in valori di scambio estetico e monetario. Tutti ripetono che la questione della modernità sarebbe stata elaborata secondo formule e precetti di tipo cartesiano. E certo in parte può essere vero. Ma non è lì la “cosa”. C’è una modernità, diversa da tutte le altre, fatta di opere attraverso le quali ci si ricarica della problematica di sé, che ci modifica, ci trasforma e ci trasfigura in una dimensione molto più indeterminata e sferica. Da qui si può intravvedere un’uscita dalle domande molto penose che tutti fanno sulla fine dell’architettura.

 

I tried the architecture as you search for a song, a movie, a television show. And in exploring this identity form, it, little by little, discovered that the works of today are more efficient, connected, have parking, often beautiful stained glass windows, ventilated kitchens, but .... but they have no care being that lives there, they do not belong to him. Because? Because what has been marked, secured and measured, in modern architecture revolution has fallen in value of aesthetic and monetary exchange. All say that the question of modernity would be drawn according to formulas and Cartesian precepts. And certainly in part it may be true. But that's not where the "thing." There is a modern, unlike any other, made up of works by which we will recharge the problem itself, we change, transforms us and transforms us into a much more vague and spherical size. From here you can glimpse an exit from very painful questions that everyone is doing on the end of architecture.

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

ORDINE ARCHITETTI COMO   

 

TITOLO \ TITLE            

L’OPERA GALLEGGIANTE

THE FLOATING ARHITECTURE

 

ANNO \ YEAR              

LUGLIO \ JULY 2016

 

 

 

 

 

ABSTRACT

 

La casa ad appartamenti della Società Novocomum è il primo edificio costruito da Terragni, il quale presenta alla Commissione edilizia un progetto che riprende, stilisticamente, l'architettura pre esistente. Sotto le impalcature nasce invece quello che, appena completato, venne definito il Transatlantico: l’opera galleggiante. Il famoso angolo curvo nasconde il segreto di una geometria aurea e dinamica che trasforma la serialità del moderno nord europeo in un corpo di architettura articolato e vivo.

 

The house with apartments Novocomum is the first building built by Terragni, who submitted a construction project, which incorporates, stylistically, the pre-existing architecture. Under the scaffolding, it came into being a building that, just completed, was called the Transatlantic: the floating architecture. The famous curved corner hides the secret of a golden and dynamics geometry that transforms the serial nature of the modern Northern European in an articulated and alive body of architecture.

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

ARCHIVIO TERRAGNI- ORDINE ARCHITETTI COMO   

 

TITOLO \ TITLE            

A JOUNERY INTO A JOUNERY INTO A JOUNERY…..LEARNING FROM MODERNITY

                  

 

ANNO \ YEAR              

SETTEMBRE \ SPTEMBER 2016

 

 

 

 

 

 

 

ABSTRACT

 

Il viaggio nella città di Como è un viaggio in tre sintesi artistiche straordinarie, una posta accanto all’altra: la città di fondazione romana, quella di costruzione medievale e la città di fondazione moderna.  Tuttavia, cosa ci spinge oggi a ritornare in questi luoghi? Il fatto è che viviamo ancora sotto il cielo costruito dalla modernità. Il cielo di Galileo si è adagiato sulla terra negli anni 20 e 30 del 900, e ha allargato la realtà della Terra, quella che conoscevamo prima fatta di confini certi, di alto e di basso, di destra e sinistra, di dimensioni da muro a muro, da muro a divinità.

Il senso di smarrimento del cielo Galileiano riporta l’architettura alla ricerca dell’eterna Itaca. Dare geometria ai tempi nuovi, contenuti e forme, orientamenti, possibilità d’identificazione corrette con le scoperte scientifiche, è l’idea con cui la modernità ha tentato di ricostruire il mondo ed evitare il disastro della pura tecnologia.

Questo viaggio accade quando il mondo diventa moderno, cioè quando gli strumenti e i risultati per allargare la realtà e la sua esperienza, non dipendono più direttamente dalla natura.

 

The journey in the city of Como is a journey in three extraordinary artistic synthesis, a post next to each other: the city founded by the Romans, the Medieval and the city of modern foundation construction. However, what is pushing us to return to these places? The fact is that we still live under the sky built by modernity. The sky of Galileo has been lying on the ground in the 20 and 30 of the 900, and has widened the reality of the Earth, that we knew before made of certain boundaries, high and low, right and left, the wall size wall, wall-to divinity. The sense of the Galilean sky loss reported architecture in search of eternal Ithaca. Giving geometry to new times, contents and forms, guidelines, identification possibilities corrected with scientific discoveries, it is the idea with which modernity has attempted to rebuild the world and avoid the disaster of pure technology.

This trip happens when the world becomes modern, that is, when the tools and the results to enlarge the reality and experience, do not depend more directly from nature.

 

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

ORDINE ARCHITETTI LECCO

 

TITOLO \ TITLE            

UN GERMOGLIO DA 500 TONELLATE

A BUD OF 500 TONS

                 

ANNO \ YEAR              

OTTOBRE \ OCTOBER 2016

 

 

ABSTRACT

 

L'architettura moderna è un insieme di  luoghi germoglio e come i germogli è fragile e gravida di alberi. E l’albero è si cresciuto ma……. troppo spesso deforme, con frutti aspri, deformi e costosissimi.  La storia del Monumento ai caduti di Como, come quella della maggior parte delle architetture di Como, non è poco conosciuta. Ed è un peccato perché è una storia straordinaria di uomini, lavori e imprese eroiche, bellissime da raccontare a tutti, sin dalle scuole elementari, dove i piccoli futuri cittadini sono sempre entusiasti di conoscere i germogli della propria città.

Modern architecture is a set of bud sites and how the sprouts is fragile and full of trees. And the tree is grown up but ....... too often deformed, with bitter fruit, deformed and expensive. The history of the War Memorial Como, like that of most of the architecture of Como, is little known. Which it is a shame because it is an extraordinary story of men, works and heroic deeds, wonderful to tell everyone, right from primary schools, where young future citizens are always excited to learn about the shoots of their city.

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

PROVINCIA DI COMO

 

TITOLO \ TITLE            

COME ERA DOVE ERA.

HOW WAS, WHERE WAS.

                 

ANNO \ YEAR                

OTTOBRE \ OCTOBER 2015

 

 

ABSTRACT

 

Io sono qui perché amo le strade che non portano in nessun luogo, come i libri, la morfologia del paesaggio delle montagne e del lago, con quei sentieri spezzati, quelle passeggiate che non portano in nessun luogo e ti fanno solo disperdere nei profili delle montagne, o nella solitudine liquida delle acque del lago, dove si vaga senza meta e senza le quali non si sa proprio che cosa fare, perché qui se hai una meta è sempre molto vicina e non è mai abbastanza per bruciare le energie.

 

I'm here because I love the streets that lead nowhere, like the books, the morphology of the landscape of the mountains and lake, with those broken paths, those walks that lead nowhere and make you just scatter in the mountains profiles or in the liquid solitude of the lake, where he wanders aimlessly and without which no one knows precisely what to do, because if you have a goal here is always very close and it's never enough to burn off the energy.

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

POLITECNICO DI MILANO

MELBOURNE UNIVERSITY

 

TITOLO \ TITLE            

DANTEUM – STANZE DELLA MEMORIA

DANTEUM – HALLS OF MEMORY

                 

ANNO \ YEAR              

NOVEMBRE \ NOVEMBER 2012

FEBBRAIO \ FEBRUARY 2017

 

ABSTRACT

 

Il progetto per un Monumen­to a Dante, nel centro di Roma, è una macchina della Memoria, in cui ogni elemento della costruzione è composto di perfette relazioni geometriche e matematiche, le cui leggi armoniche, favorendo la memoria dei fatti costruttivi, attivano la nostra irriducibilità al tema della Storia. Il Danteum, quindi, non è solo Dante; con un processo progettuale precisissimo, si offre come progetto teo­rico dell’architettura moderna italiana, perché racchiude un Tempio dedicato all’Architettura. Il viaggio attraverso le sue stanze, insieme all’immaginario del mondo ultraterreno di Dante, è una macchina della memoria ar­chitettonica, dalle età primitive, alle epoche storiche, dalla Gre­cia a Roma, fino alla modernità. La conferenza vuole ridare al Danteum il suo carattere di racconto fantastico e allegorico sulla sto­ria dell’Architettura; un viaggio dal giardi­no di pietra a quello di cristallo.

 

 

The project for a Monument to to Dante, in the center of Rome, is a Memory machine, in which each element of the building is composed of perfect geometric and mathematical relations, whose harmonic laws, favoring the memory of the constructive facts, activate our irreducible involvment to the subject of History. The Danteum, therefore, is not only Dante; with a very precise design process, it is offered as a theoretical project of modern Italian architecture, because it contains a temple dedicated to Architecture. The journey through its rooms, along the imaginary otherworldly of Dante, is an architectural memory machine, from the primitive age, the historical periods, from Greece to Rome, to modern times. The conference intends to restore Danteum with its own fantastic and allegorical tale on Architecture history; a trip from the garden of stones to the garden of crystal.

 

 

 

 

 

ISTITUZIONE \ ISTITUTION       

COMUNE DI ERBA

 

TITOLO \ TITLE            

IL MONUMENTO AI CADUTI DI ERBA 1928-32:

LO STILE DI NON AVERE STILE.

WAR MEMORIAL OF ERBA 1928-32:

THE STYLE OF NOT HAVING STYLE

                 

ANNO \ YEAR              

NOVEMBRE \ NOVEMBER 2004

 

ABSTRACT

 

Il Monumento ai caduti di Erba di Giuseppe Terragni è a settant’anni dalla sua costruzione, ancora oggetto di numerose interpretazioni.  Un fatto piuttosto straordinario e in parte dovuto al fatto che il monumento non ha uno stile proprio: ha lo stile di non avere stile, ha lo stile di assumere lo stile di tutti quelli che furono, sono e saranno. Non nel senso di essere senza stile del moderno, l’idea di semplificazione dell’era della macchina e della produzione industriale, ma in quello di stile “fluido, raccolto come acqua nei bicchieri all’orlo del mondo” (Paul Celan). L’architettura qui si anima solo attraverso il non stile dell’esperienza della sua percorrenza, che custodisce il segreto di quest’arte la quale rimane muta senza il nostro contenuto civico e sociale.

 

 

The War Memorialin the city of Erba by Giuseppe Terragni seventy years after its construction it is still subject to many interpretations. A fact quite extraordinary and partly due to the fact that the monument does not have its own style: it has the style of all those who were and all those that will be. Not in the sense of being without the modern style, the simplification of the machine age and industrial production, but in the sense of style "fluid, such as water collected in the glasses edge of the world” (Paul Celan). The architecture here comes alive only through the experience of his journey, which holds the secret of this art which remains silent without our civic and social content.

 

 

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